Vittorio Gianni Capovilla, la storia

Nasce negli anni ’70 distillando i frutti migliori che gli diede la sua terra, alle pendici del Monte Grappa. Nessun altro lo ha fatto a queste latitudini. La distillazione in nome della purezza era una faccenda mitteleuropea, forse retaggio ancestrale di un’adolescenza trascorsa in Svizzera, terra di kirsch e obstler, al seguito della famiglia emigrata allora dalle costrizioni venete. Vittorio “Gianni” Capovilla detto “Il Capo”, classe 1946, non ha mai smesso dall’acquisto del primo alambicco. È andato dappertutto, arrampicandosi, arrampicandosi sugli alberi, varcando confini e paesi per trovare i frutti migliori, alcuni con nomi per lo più conosciuti solo dai botanici. Mela “decio” e “gravensteiner”; pera selvatica, madernassa e moscatella; pesca del Vesuvio e Saturnina; amarene, amarene, marasche, amarene. E poi le bacche, conosciute e meno conosciute, solo di “sorba” ce ne sono almeno tre, tutte distillate nel segno della purezza ad eterea perfezione, al punto da togliere le note leggermente tossiche per l’uomo, come nel distillato di sorba di fowler, uno dei suoi più…

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